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Opzioni binarie e contracts for differences: nuovi limiti posti dall’ESMA

Sulla base di quanto previsto dalla MIFID 2, l’ESMA, l’Autorità di Vigilanza Europea, ha vietato la vendita ai piccoli risparmiatori delle opzioni binarie e ha posto limiti stringenti alla commercializzazione dei contracts for differences. Il blocco è valido per tre mesi prorogabili e riguarda l’intera Europa, Gran Bretagna inclusa (fino alla sua uscita).

Si tratta, infatti, di prodotti speculativi che hanno causato perdite ai risparmiatori nel 74-89% dei casi, con passivi medi che vanno da 1.600 a 29mila euro.

Le opzioni binarie sono pure scommesse, effettuate in un arco temporale brevissimo anche di soli 30 secondi, attraverso cui il risparmiatore punta sul rialzo o sul ribasso di un indice, di una valuta o di quant’altro.

I contracts for differences, invece, sono contratti derivati che consentono di speculare al rialzo o al ribasso su valute, indici o quant’altro con un effetto leva. Questo significa che con i Cfd si può perdere molto più di quanto investito. Per questo l’Esma ha posto dei limiti alla leva (cioè al moltiplicatore delle perdite) e imposto dei meccanismi automatici per limitare le perdite in caso di repentino cambio di rotta dei mercati, pur non vietandone l’uso come nel caso delle opzioni binarie.