Cos’è il crowdfunding

Il crowdfunding è uno strumento di finanziamento dal “basso” che permette a privati e a imprenditori di raccogliere capitali direttamente sul mercato, bypassando il sistema bancario.

Generalmente, la raccolta avviene presso piccoli risparmiatori che realizzano investimenti di piccola entità per sovvenzionare progetti o iniziative imprenditoriali, culturali o sociali.

Il crowdfunding opera generalmente attraverso l’utilizzo di portali on-line dedicati, che permettono di realizzare (quasi) tutte le operazioni di finanziamento/investimento direttamente sul web.

Si è soliti classificare il crowdfunding secondo quattro categorie: donazioni, ricompense, debito ed equity.

Le raccolte di fondi basate sulle donazioni consistono nel finanziamento a “fondo perduto” di iniziative a sfondo etico, sociale, culturale e politico. Non danno diritto a ricompense o rendite finanziarie.

Il sistema delle ricompense (reward crowdfunding) si basa, invece, sulla raccolta di capitali presso il pubblico, a cui il promotore del progetto offre una ricompensa di varia natura (servizi, prodotti, citazioni pubbliche, ecc).

L’equity crowdfunding consiste nella cessione di quote societarie a favore di investitori che acquisiscono quote di capitale di rischio delle imprese finanziate.

Il lending crowdfunding, infine, si basa sulla concessione di prestiti tra privati (e a imprese) per finanziare progetti di varia natura, remunerati con interessi. Il tasso di interesse applicato deriva da una contrattazione (diretta o mediata) tra le parti.


L’equity crowdfunding

Il crowdfunding trova la propria base giuridica nel Decreto Sviluppo bis, poi convertito in Legge nel dicembre 2012.

Tra le misure atte a favorire la nascita e lo sviluppo di start up innovative, il Decreto individua anche la raccolta di capitali di rischio tramite portali online – equity crowdfunding -, successivamente disciplinata nel dettaglio dall’apposito Regolamento pubblicato da Consob (Regolamento Consob n. 18592/2013 modificato con Delibera n. 19520 del 24 febbraio 2016). Nel 2015, con il Decreto “Investment Compact, è stata estesa la possibilità di ricorrere al crowdfunding anche alle PMI innovative, agli organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR), alle società di capitali che investono prevalentemente in start up innovative e in PMI innovative e alle “start up turismo” previste dall’articolo 11-bis del D.L. 83/2014.

Il Regolamento prevede la possibilità per le imprese offerenti di pubblicare sul portale l’offerta per un corrispettivo totale inferiore ai 5 milioni di euro imponendo, al contempo, l’obbligo di fornire un corredo informativo raccolto in un’apposita scheda, la cui pubblicazione sul portale online, a cura dei gestori, permetterà ai risparmiatori di comprendere potenzialità e rischiosità dei progetti imprenditoriali presentati.

Inoltre, al fine di tutelare gli investitori non professionali, il Regolamento prevede che gli stessi effettuino un “percorso di investimento consapevole” da cui risulti la presa visione delle informazioni e la comprensione delle caratteristiche e dei rischi dell’investimento. Nel caso di investimenti superiori a determinate soglie (500 euro per investimento e 1.000 euro annui nel caso di investitori-persone fisiche e rispettivamente 5.000 euro e 10.000 euro nel caso di investitori-persone giuridiche), agli investitori si applicano le tutele previste dalla MIFID, sempreché il gestore non abbia scelto di procedere direttamente alla verifica del livello di esperienza e conoscenza necessario agli investitori.

Gli strumenti di capitale offerti attraverso il portale possono essere liberati dai nuovi soci esclusivamente con sottoscrizioni in denaro e danno luogo ad un’agevolazione fiscale per l’investitore (con un intensità diversa in caso di persona fisica o giuridica).

Ai fini del perfezionamento dell’offerta sul portale è, necessario che una quota pari almeno al 5% del capitale di rischio venga sottoscritta da investitori professionali o da fondazioni bancarie o da incubatori di start up innovative “certificati” o da investitori a supporto dell’innovazione. Per investitori “professionali” s’intendono i clienti professionali privati di diritto e su richiesta nonché i clienti professionali pubblici di diritto e su richiesta mentre, sono definiti “investitori a supporto dell’innovazione” coloro i quali dispongono di un valore del portafoglio di strumenti finanziari, inclusi i depositi in contante, superiore a cinquecentomila euro, ed hanno effettuato, nell’ultimo biennio, almeno tre investimenti nel capitale sociale o a titolo di finanziamento soci in start-up innovative o PMI innovative, ciascuno dei quali per un importo almeno pari a quindici mila euro oppure hanno ricoperto, per almeno dodici mesi, la carica di amministratore esecutivo in una start-up innovativa o PMI innovativa, diversa dalla società offerente;

Gli investitori non professionali godono di particolari tutele, quali: il diritto di recesso, immotivato e senza spesa, entro 7 giorni dall’ordine di adesione (ad nutum) ed il diritto di revoca dell’investimento se, durante l’offerta, intervengono fatti nuovi o errori materiali; nonché la previsione negli statuti dell’emittente di specifiche clausole a tutela delle minoranze (tag-along e pubblicità dei patti parasociali).

Schema Equity Crowdfunding

 

Le attività del Consorzio Camerale

A seguito della pubblicazione del Regolamento Consob, il Consorzio camerale per il credito e la finanza, insieme alla Camera di commercio di Milano, ha costituito un gruppo di lavoro dedicato al crowdfunding composto da esperti e operatori del mercato con l’obiettivo di analizzare e promuovere lo sviluppo del fenomeno riflettendo sul potenziale ruolo che le Camere di commercio possono svolgere a tal proposito.

Nello specifico il gruppo di lavoro ha partecipato alle consultazioni avviate da Consob in merito alla regolamentazione del crowdfunding inviando un proprio contributo e ha individuato le possibili iniziative da realizzare sul territorio per promuovere la diffusione e l’utilizzo dello strumento.

Commento del gruppo di lavoro

I portali di equity crowdfunding

L’attività di gestione di portali per la raccolta di capitali on-line è un’attività riservata a:

  • Banche e imprese di investimento (“gestori di diritto”), che non necessitano di autorizzazione specifica, ma sono annotati nella sezione speciale del registro tenuto da Consob;
  • Gestori “autorizzati” dalla Consob e iscritti nella sezione ordinaria del registro. Per tali soggetti la disciplina prevede: i) l’esenzione rispetto alle regole MiFID «comuni» relative allo svolgimento dei servizi di investimento, giacché per essi le regole di condotta ad hoc, da rispettare nelle relazioni con gli investitori, sono quelle definite dalla Consob ii) Il divieto di detenere i fondi raccolti. Il gestore del portale assicura che, per ciascuna offerta, la provvista necessaria al perfezionamento degli ordini sia costituita nel conto indisponibile destinato all’offerente acceso presso banche e imprese di investimento (intermediari di deposito) iii) Il divieto di esecuzione degli ordini con obbligo di trasmettere gli ordini riguardanti la sottoscrizione e la compravendita di strumenti finanziari esclusivamente a banche e imprese di investimento.

E’ possibile consultare l’elenco dei portali di equity crowdfunding autorizzati ad operare in Itaila sul sito web di Consob al link


Il lending crowdfunding

Il lending crowdfunding, nato essenzialmente per favorire la concessione di prestiti tra privati si è progressivamente evoluto, ampliando la platea dei soggetti coinvolti, sia dal lato della domanda sia dal lato dell’offerta di capitali.

Si sono osservati, infatti, due fenomeni: da un lato, un ricorso sempre maggiore al lending crowdfuding da parte delle imprese in cerca di finanziamenti, che possono ovviare in questo modo ai problemi legati all’irrigidimento delle condizioni di accesso al credito bancario; dall’altro lato, la comparsa sul mercato, in qualità di prestatori, anche di investitori professionali interessati a diversificare i propri impieghi in attività che offrono remunerazioni interessanti a fronte del rischio assunto.

Ciò ha condotto alla nascita di piattaforme on line che non si limitano più a operare nell’ambito tradizionale dei prestiti tra privati ma che hanno ampliato il proprio campo d’azione anche ai finanziamenti destinati alle imprese, proponendosi come veri e propri marketplace dove far incontrare la domanda di capitali formulata dalle aziende e l’offerta proveniente non solo da piccoli risparmiatori ma anche da fondi, investitori privati e altri intermediari finanziari.

L’invoice trading rappresenta un’ulteriore evoluzione dello strumento, perché in questo caso le aziende ottengono credito cedendo fatture commerciali, ovviando così alle difficoltà incontrate nello smobilizzare i propri crediti commerciali attraverso i circuiti classici delle banche e delle società di factoring.

Il legislatore nazionale non ha ancora adottato specifici provvedimenti normativi che disciplinino in maniera organica il lending crowdfunding. Tuttavia, nel 2015 Banca d’Italia ha posto in consultazione un documento dedicato alla “raccolta del risparmio da parte di soggetti diversi dalle banche” che, una volta approvato, potrà fornire una cornice regolamentare al fenomeno del cosiddetto “shadow banking” che ricomprende tutte le forme di finanziamento alternative al tradizionale canale bancario.

La nuova finanza per le imprese


Alcuni numeri sul fenomeno del crowdfunding

A partire dal 2013, l’Osservatorio del Politecnico di Milano monitora il fenomeno del crowdfunding pubblicando statistiche relative al mercato italiano.

Per maggiori informazioni


Lo “sportello crowdfunding” attivo presso la Camera di commercio di Milano

Presso la Camera di commercio di Milano è attivo un servizio di sportello che prevede la possibilità, per le imprese interessate, di prenotare un incontro con una piattaforma per valutare il lancio di una campagna di crowdfunding.

Il servizio viene promosso nell’ambito delle iniziative realizzate dalla Camera di commercio quali, ad esempio, il tavolo giovani o lo sportello per le partnership culturali.

Per maggiori informazioni, è possibile contattare il Consorzio Camerale al numero 02 8515 4264.


Normativa

Decreto Sviluppo bis

Decreto incubatori

Regolamento Consob 18592/2013

Modifiche al Regolamento Consob 2016

Esiti e commenti consultazione

Guida Consob  all’equity crowdfunding 2016

Guida Consob  all’equity crowdfunding 2013

 Pubblicazioni

Articolo.ANDAF.Magazine

I° Report Italiano sul crowdinvesting

Il Crowdfunding in Italia – Report 2015

Current State of Crowdfunding in Europe

Dossier del Consorzio Camerale_Il regolamento sull’equity crowdfunding– anno 2013

Dalla newsletter del Consorzio Camerale

Dalla newsletter_Decolla (lentamente) il crowdinvesting per le imprese italiane – luglio 2016

Dalla newsletter_Debt crowdfunding, l’Italia necessita di un intervento normativo? – febbraio 2016

Dalla newsletter_Una piattaforma per il rilascio di finanziamenti alle imprese: Borsa del Credito – ottobre 2015

Dalla newsletter_Uno strumento per il credito possibile, Workinvoice – ottobre 2015

Dalla newsletter_Crowdfunding: alla scoperta dei portali, Assitecacrowd – luglio 2015

Dalla newsletter_Crowdfunding: alla scoperta dei portali, Starteed – maggio 2015

Dalla newsletter_Crowdfunding: alla scoperta dei portali, Smartika – marzo 2015

Dalla newsletter_Crowdfunding: alla scoperta dei portali, Starsup – gennaio 2015

Dalla newsletter_Il crowdfunding e i beni culturali – settembre 2014

Dalla newsletter_Equity crowdfunding_il portale si racconta – marzo 2014

Dalla newsletter_Equity crowdfunding ai nastri di partenza – febbraio 2014