Cosa sono i confidi?

I confidi (consorzi e cooperative di garanzia collettiva dei fidi) sono i soggetti che svolgono l’attività di rilascio di garanzie collettive dei fidi e i servizi connessi o strumentali a favore delle piccole e medie imprese o dei liberi professionisti associati. Il loro obiettivo è quello di agevolare l’accesso al credito delle imprese, accrescendone la forza negoziale nei confronti del sistema finanziario e bancario. La garanzia dei confidi è rappresentata da un fondo al quale contribuiscono tutti i soci del consorzio.

In Italia, la nascita dei confidi intesi come organismi di garanzia mutualistica può essere ricondotta agli anni ‘50, quando piccoli imprenditori si associarono per far fronte alle grandi difficoltà di accesso a fonti di finanziamento esterne che le PMI sperimentavano in quel periodo: una risposta “solidale” ad un contesto di mercato difficoltoso. Ma è solo all’inizio degli anni ‘90 che si avvia un processo di inquadramento normativo strutturato.

Le principali norme che disciplinano l’attività dei confidi  

D.Lgs. n. 385/1993 (Testo Unico Bancario) Prima disciplina in materia di confidi e previsione dell’iscrizione in un’apposita sezione dell’elenco previsto all’articolo 106.
D.L. n. 269/2003, articolo 13: Legge sui confidi

 

Introduzione di una disciplina organica e organizzata die confidi e attribuzione della qualifica di intermediario finanziario (con obbligo di iscrizione nell’elenco ex. articolo 107 del TUB) agli operatori con determinate caratteristiche dimensionali.
D.Lgs. n. 141/2010 (attuativo della direttiva n. 48/2008) Riforma della disciplina dei confidi e previsione di due distinte tipologie di confidi (confidi maggiori e confidi minori) sottoposti a regimi di controllo differenziati.
D. M n. 53/2015 (attuativo dell’articolo 112, comma 3 del TUB) Determinazione dei criteri oggettivi in base ai quali sono individuati i confidi che sono tenuti a chiedere l’autorizzazione per l’iscrizione nell’albo previsto dall’articolo 106 TUB e definizione dei servizi connessi e strumentali all’attività di garanzia collettiva dei fidi che possono essere svolti dai confidi minori.
Circolare di Banca d’Italia n. 288 del 3 aprile 2015 Disposizioni di vigilanza per gli intermediari finanziari.
D. Lgs. N. 136/2015 (attuativo della direttiva 2013/34/UE) Disciplina della normativa a cui devono attenersi i confidi minori per quanto riguarda la redazione dei bilanci e delle scritture contabili.
D.M. n. 228/2015 Disciplina della struttura, dei poteri e delle modalità di funzionamento dell’Organismo per la tenuta dell’elenco dei confidi minori.
D.MEF del 9 novembre 2016 Nomina dei componenti dell’Organismo
L. n. 150/2016 (in attesa dell’adozione dei provvedimenti delegati da parte del Governo) Legge delega per la riforma dei confidi: definizione di un nuovo modello operativo di confidi che sia sostenibile in termini economici e patrimoniali e produca i desiderati impatti sull’economia reale con un sostegno pubblico rispettoso delle regole europee e dei vincoli di bilancio.

I confidi vigilati o confidi maggiori

I confidi maggiori, con volumi di attività pari o superiori a 150 milioni di euro, sono autorizzati all’iscrizione nell’albo unico degli intermediari finanziari (art. 106 del TUB), previa verifica della sussistenza dei requisiti richiesti dalla nuova disciplina (in precedenza la soglia che differenziava i confidi maggiori dai minori era il volume di attività finanziaria pari o superiore a 75 milioni di euro).

Il D.M. n. 53/2015 prevede un regime transitorio che permette ai confidi già iscritti all’elenco ex art. 107 del “vecchio” TUB e non rientranti nei nuovi parametri quantitativi di continuare ad operare con le stesse prerogative: se allo scadere del regime transitorio della durata di 5 anni non avranno raggiunto la nuova soglia, saranno iscritti d’ufficio all’elenco dei confidi minori. 

I confidi iscritti all’albo unico per gli intermediari finanziari autorizzati esercitano in via prevalente l’attività di garanzia collettiva dei fidi e possono svolgere, prevalentemente nei confronti delle imprese socie o consorziate, le seguenti attività:

  • prestazione di garanzie a favore dell’amministrazione finanziaria dello Stato, al fine dell’esecuzione dei rimborsi di imposte alle imprese consorziate o socie;
  • gestione di fondi pubblici di agevolazione;
  • stipula di contratti con le banche assegnatarie di fondi pubblici di garanzia per disciplinare i rapporti con le imprese consorziate o socie, al fine di facilitarne la fruizione.

I confidi iscritti all’albo possono concedere in via residuale altre forme di finanziamento, anche a soggetti diversi dai soci, entro un limite pari al 20% del totale dell’attivo; entro tale limite, i confidi possono anche garantire l’emissione di strumenti di debito da parte delle PMI socie.

I confidi vigilati hanno, inoltre, la possibilità di svolgere – prevalentemente nei confronti di imprese socie o consorziate – una serie di attività connesse e strumentali: sia attività accessorie che permettono di sviluppare il core business, sia attività a carattere ausiliario. Tra queste, la prestazione del servizio di informazione commerciale, consulenze specialistiche per le imprese, attività di studio, ricerca e analisi in materia economica e finanziaria. I confidi vigilati possono anche acquisire immobili che rivestano carattere di complementarietà, come nel caso di locali destinati all’esercizio dell’attività istituzionale, ad essere affittati ai dipendenti, oppure acquisiti per recupero crediti e detenibili per il tempo strettamente necessario per effettuarne la cessione.

Infine, la circolare della Banca d’Italia n. 288/2015 permette ai confidi vigilati – nel rispetto di condizioni e limiti normativi – di assumere partecipazioni nelle imprese socie, contribuendo così all’apporto di capitale di rischio in favore delle PMI. Tali partecipazioni possono essere assunte in:

  • banche, società finanziarie e assicurative in misura non superiore al 20% del capitale della società partecipata (è preclusa la detenzione, anche indiretta di partecipazioni di controllo in tali soggetti);
  • società strumentali;
  • PMI socie nel limite dell’1% dei fondi propri del partecipante o del 3% nel caso di partecipazioni in organismi di categoria.

Sul blog curato dal Prof. Erzegovesi è possibile scaricare l’elenco dei confidi vigilati.

I confidi minori

I confidi minori vengono identificati dalla più recente normativa come operatori caratterizzati da un volume di attività finanziaria inferiore a 150 milioni di euro e che possono svolgere esclusivamente l’attività di garanzia collettiva dei fidi e di servizi ad essa connessi o strumentali. 

La più rilevante innovazione introdotta dal D.Lgs. n. 141 del 2010 in relazione alla disciplina dei confidi minori, riguarda certamente la costituzione di un apposito elenco a cui questi devono essere iscritti, tenuto da un Organismo dotato di autonomia organizzativa, statuaria e finanziaria competente per la gestione dell’elenco stesso. La struttura, i poteri e le modalità di funzionamento di tale Organismo sono stati regolamentati dal D.M. 23 dicembre 2015, n.228.

L’Organismo di gestione dell’elenco dei confidi minori è chiamato a svolgere alcune importanti funzioni:

  • gestire l’elenco a cui sono tenuti a iscriversi tutti i confidi che intendano svolgere legalmente l’attività di erogazione di garanzie collettive dei fidi;
  • valutare le istanze di iscrizione nell’elenco verificando la sussistenza dei requisiti richiesti;
  • svolgere compiti di controllo di carattere informativo e ispettivo nei confronti dei confidi;
  • assumere provvedimenti sanzionatori in caso di violazioni di disposizioni normative o provvedere alla cancellazione dall’elenco nel caso vengano meno i requisiti previsti dalla normativa.

Per quanto riguarda i requisiti, l’Organismo dovrà controllare che i confidi rispettino le norme in materia di forma giuridica, oggetto sociale, attività svolta, capitalizzazione e patrimonializzazione minime e, naturalmente, onorabilità di coloro che detengono partecipazioni o che svolgono funzioni amministrative. Tra le cause di cancellazione d’ufficio dall’elenco, oltre al venir meno di una di queste condizioni, vanno citati il mancato versamento dei contributi previsti, l’inattività ingiustificata per oltre un anno e gravi violazioni delle norme di legge. Dal momento del ricevimento delle istanze di iscrizione, l’Organismo avrà tempo 90 giorni per autorizzare o negare l’iscrizione all’elenco, motivando la decisione. Vale il principio del silenzio-assenso per cui se entro il termine previsto non fosse adottato un provvedimento di diniego, l’istanza si intenderà accolta.

Con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 9 novembre 2016, su conforme proposta della Banca d’Italia, sono stati nominati i componenti dell’Organo di gestione, i quali hanno in corso le attività volte alla costituzione dell’Organismo. Dalla data di avvio dell’operatività di quest’ultimo i Confidi minori avranno 9 mesi di tempo per chiedere l’iscrizione nel nuovo elenco tenuto dall’Organismo; in mancanza, potranno continuare a operare per ulteriori 3 mesi, entro i quali dovranno deliberare la liquidazione ovvero modificare il proprio oggetto sociale, eliminando il riferimento ad attività riservate ai sensi di legge.

Il D.M. n. 53 del 2015 definisce i servizi connessi e strumentali all’attività di garanzia collettiva dei fidi che possono essere svolti dai confidi minori. I servizi connessi, ovvero quelli che consentono di sviluppare l’attività di garanzia collettiva dei fidi, sono svolti in via accessoria a quest’ultima e hanno finalità coerenti con essa. Tra i più rilevanti:

  • Servizi di consulenza in materia di finanza d’impresa nei confronti esclusivamente dei propri soci, a condizione che sia strettamente finalizzata al rilascio della garanzia mutualistica propria o di terzi;
  • Stipula di convenzioni con banche, intermediari finanziari ed altri soggetti operanti nel settore finanziario finalizzate a favorire l’accesso al credito delle imprese associate.

I servizi strumentali sono invece i servizi ausiliari dell’attività svolta:

  • Acquisto di immobili esclusivamente funzionali all’esercizio dell’attività principale (gli immobili non funzionali eventualmente già detenuti prima dell’iscrizione nell’elenco di cui all’articolo 112 TUB, possono essere concessi in locazione ovvero devono essere alienati nel più breve tempo possibile);
  • Assunzione di partecipazioni esclusivamente in altri confidi o banche di garanzia collettiva fidi ovvero in altri intermediari finanziari che in base a specifici accordi rilascino garanzie ai propri soci nonché in società costituite per la prestazione di servizi strumentali.

Si segnalano infine le importanti disposizioni introdotte dal D.Lgs. n. 136 del 2015, il quale detta i criteri per la redazione del bilancio da parte dei confidi minori, secondo la metodologia definita da Banca d’Italia. Ciò in funzione di una maggiore trasparenza nei confronti del mercato e delle istituzioni e di maggiori possibilità di valutazione e monitoraggio del rischio.

La riforma del sistema

Con l’obiettivo di favorire l’accesso al credito per le piccole e medie imprese, con la proposta di legge A.C. 3209 al Governo è stato attribuito il compito di riformare il sistema dei confidi. La legge n. 150 del 2016 – approvata in via definitiva dalla Camera dei Deputati in data 5 luglio 2016 – mira a definire un nuovo modello operativo di confidi che sia sostenibile in termini economici e patrimoniali, in grado di impattare positivamente sull’economia reale.

Tra oi punti principali trattati dalla legge, si segnalano:

  • rafforzare la patrimonializzazione dei confidi, favorire la raccolta di risorse pubbliche, private e del terzo settore e individuare strumenti e modalità che rendano tali risorse esigibili;
  • disciplinare le modalità di contribuzione degli enti pubblici finalizzate alla patrimonializzazione dei confidi nel rispetto della disciplina europea in materia di aiuti di Stato;
  • razionalizzare e valorizzare le attività svolte dai soggetti operanti nella filiera della garanzia e della controgaranzia (anche favorendo la sinergia tra i confidi e il Fondo centrale di garanzia);
  • sviluppare strumenti innovativi, forme di garanzia e servizi, finanziari e non, che rispondano alle nuove esigenze delle PMI (ad esclusione di derivati e strumenti finanziari complessi);
  • semplificare e razionalizzare gli adempimenti a carico dei confidi, contenendo i costi ed eliminando le duplicazioni di attività già svolte da altri intermediari finanziari;
  • rafforzare il carattere accessorio della garanzia rispetto all’operazione di finanziamento principale;
  • introdurre specifici criteri di misurazione dell’impatto generato dalle garanzie rilasciate dai confidi sui sistemi economici locali.

Con il Decreto Milleproroghe (L. n. 27/2017) sono stati concessi ulteriori 6 mesi di tempo (rispetto ai sei mesi di tempo previsti inizialmente) per adottare i decreti legislativi di attuazione della riforma.

Le pubblicazioni del Consorzio

La legge delega per la riforma dei confidi

Il sistema dei confidi lombardi – Edizione 2016

Il sistema dei confidi lombardi – Edizione 2013

Il sistema dei confidi lombardi – Edizione 2012

Il sistema dei Confidi lombardi – Edizione 2011

Il sistema dei Confidi lombardi – Edizione 2010

Il sistema dei Confidi lombardi – Edizione 2006

Il sistema dei Confidi artigiani aderenti a Fedart Fidi – Edizione 2011

Il sistema dei Confidi artigiani aderenti a Fedart Fidi – Edizione 2010

Il sistema dei Confidi artigiani aderenti a Fedart Fidi – Edizione 2009

Il sistema dei Confidi artigiani aderenti a Fedart Fidi – Edizione 2008

Dalla newsletter del Consorzio Camerale

Dalla newsletter_Il “nuovo mondo” degli intermediari finanziari – Marzo 2017

Dalla newsletter_EquityStartup: la piattaforma di equity crowdfunding promossa da un confidi – Ottobre 2016

Dalla newsletter_Programma COSME: accordo FEI-confidi per il rilascio di controgaranzie – Maggio 2016

Dalla newsletter_L’accountabiity dei confidi. Stato dell’arte e prospettive – Febbraio 2016

Dalla newsletter_I confidi il sostegno del sistema camerale e le sfide poste dalla normativa – giugno 2015

Dalla newsletter_Quale ruolo per i confidi nel rilascio di garanzie a favore di mini-bond – gennaio 2015